Ricordo di Pier Paolo Pasolini a 100 anni dalla sua nascita

Il 5 marzo 1922 nasceva a Bologna Pier Paolo Pasolini: autore controverso, scandaloso per l’Italia di quel tempo, perché omosessuale e sfortunato per una morte tragica, assassinato all’Idroscalo di Ostia nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975.

Pier Paolo Pasolini è definito senza alcun dubbio come uno degli intellettuali più importanti del secondo dopoguerra oltre che il massimo interprete della nuova Italia repubblicana, verso la quale fu molto critico. Si scagliò contro la borghesia e a favore della classe operaia, dei poveri e degli oppressi. Dal punto di vista politico Pasolini era di orientamento marxista, ma il suo pensiero fu sempre indipendente. Criticò i movimenti studenteschi del ‘68 definendo i rivoltosi “figli di borghesi che giocavano a fare la rivoluzione con i soldi di papà”. Pasolini aderì al Partito Comunista, ne fu espulso a causa della sua omosessualità, ma interpretò meglio dello stesso partito i principi di uguaglianza e fratellanza.

Per lui la cultura doveva intervenire nella realtà affermando dei valori. Per questo nella vita fu sempre contro ogni pregiudizio e prepotenza, costantemente controcorrente e anche per questo, probabilmente, fu assassinato sul litorale romano nel 1975.

Pier Paolo Pasolini nel corso della sua vita è stato denunciato e processato moltissime volte, 33 per l’esattezza, per varie imputazioni tra cui atti osceni e corruzione di minori. Pasolini venne assolto grazie alle testimonianze favorevoli di alcuni intellettuali italiani, tra cui Ungaretti.

Tra le sue maggiori opere: Ragazzi di vita, Le ceneri di Gramsci, Lettere luterane, L’odore dell’India...

Così Mattarella su Twitter: “La sua voce, che voleva mettere in guardia sulle ambivalenze del progresso e della contemporaneità, rappresenta tuttora una testimonianza su cui riflettere.”

 

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