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Boy George e i suoi primi 60 anni. Dai Culture Club a icona incontrastata

Al giorno d’oggi è sicuramente l’unica icona ancora in voga degli anni 80. George Alan O’Dowd, ma per il mondo Boy George, oggi spegne le sue prime 60 candeline. Era il 1982 quando l’Italia scopre Boy George, leader dei Culture Club. Dopo un primo singolo passato inosservato, il reggae morbido di “Do You Really Want Hurt Me” trasformò il quartetto in un vero fenomeno di massa.

Boy George vanta una carriera in cui ha alternato hit strepitosi e flop altrettanto eclatanti. Ha pubblicato i primi dischi, quelli di maggior successo, con i Culture Club; poi a suo nome e con i Jesus Loves You, con lo pseudonimo di Angela Dust. Negli anni del grande successo la sua immagine di new romantic in versione gay e dove l’ambiguita’ sessuale era una sorta di codice obbligato, a causa del dover tenere nascosta al grande pubblico la sua storia d’amore con il batterista Jon Moss, lo porteranno a far uso di sostanze stupefacenti e a far esplodere i rapporti tra i componenti della band fino allo scioglimento.

Passerà anche 15 mesi in galera con l’accusa di sequestro di persona nel 2009. Sempre attento al look e ottima trasformista, nei primi anni lo ricordiamo con i vestiti coloratissimi e sgargianti, le treccine, un look assolutamente gender fluid in anticipo sui tempi che ne rendeva quasi impossibile una definizione univoca. Fino a trovarlo oggi con il capello rasato, barbetta e il solito trucco agli occhi. Il giorno che ritirò il suo primo Grammy come miglior artista esordiente disse: “avete stile e gusto, e sapete riconoscere una drag queen con le carte in regola, quando ne vedete una“.

Ora Boy George è un DJ affermato che fa ballare milioni di persone in tutto il mondo. Ma per tutti rimarrà per sempre l’unica e inequivocabile icona pop degli anni ’80 e ’90; e soprattutto grande icona di stile di questi ultimi 40 anni. Auguri Boy George.

 

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