Che cos’è il Bullet Journal? E come può rivoluzionarti la vita?

Quando si parla di Bullet Journal si tratta di un metodo che permette di organizzarsi e organizzare tutti gli impegni in modo flessibile e personalizzabile, sia per il lavoro che per la vita personale.

Il Bullet Journal è un concetto molto recente, che risale al 2013. Il suo inventore Ryder Carroll ha escogitato questo metodo per superare il suo disturbo da deficit di attenzione e iperattività, per riuscire a organizzare il suo tempo e la sua vita. L’obiettivo de questo metodo è: “Track the past, organized the present and plan for the future” che tradotto significa “Monitora il passato, organizza il presente e pianifica il futuro“.

Questo metodo permette di scoprire, con il tempo, il giusto metodo di organizzazione perfetto per ognuno di noi. L’impegno iniziale è piuttosto faticoso: si devono creare delle griglie, trascrivere calendari e progettare la pagina, ma una volta conclusa la parte iniziale, il Bullet Journal si rivela, nella pratica, un procedimento abbastanza semplice.

Il Bullet Journal è composto da tre parti principali: al primo posto troviamo l’indice, dove va presa nota di tutte le sezioni che si inseriranno e i rispettivi numeri di pagine, poi seguono le keys, cioè la legenda dei simboli usati, e il log, cioè una vista ad ampio raggio sulle cose importanti da fare nei prossimi mesi. Ad organizzare in modo serrato le attività saranno le sezioni monthly log e daily log, spazi dedicati per pianificare e tracciare le attività che dobbiamo portare a termine.

Il journaling come anche il fenomeno della calligrafia, dello scrap booking, del ritorno al disegno, del raccogliere ricordi e fissarli su carta hanno avuto terreno fertile anche grazie ai social e alle condivisioni possibili tramite smartphone, quasi fosse una fusione di analogico e digitale,” ha dichiarato una portavoce di Wiko, un brand di telefonia da sempre attento a cogliere le tendenze “Il fenomeno del Bullet Journal si è acutizzato durante la pandemia, quando tutti noi abbiamo avuto bisogno di vivere o esternare le nostre emozioni. Se un tempo la scrittura del diario era una pratica solitaria e intima, oggi grazie al nostro telefono, si eleva a pratica di condivisione“.

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