24 movida

Coprifuoco alle 24: la prima sera con lo slittamento di un’ora

C’è stato il primo coprifuoco alle ore 24 dell’era Covid nelle regioni gialle che sono sempre meno. Una preparazione della zona bianca nazionale in arrivo il 21 giugno e che segnerà la fine dei limiti di orario per tornare a casa. La movida è già ripartita con il coprifuoco alle 24 e dopo tante restrizioni i gestori dei locali sperano in una buona affluenza per la stagione calda per rifarsi di quasi un anno e mezzo di pandemia.

Il Vicepresidente nazionale e responsabile Roma e Lazio di Fiepet Confesercenti, Claudio Pica, afferma: “C’è tanta voglia di ripartire, siamo abbastanza ottimisti per l’estate. Solo che i ristori del decreto Sostegni bis non sono ancora arrivati a distanza di settimane dall’approvazione. Quelli del primo decreto Sostegni invece erano arrivati in una settimana”.

Prosegue Pica a proposito delle norme anti-covid: : “Come Confesercenti siamo per il rispetto delle regole. Più controlli significano più sicurezza per i cittadini e per le imprese. Meglio un aperitivo in meno. Una preoccupazione, a Roma ma non solo, è legata al fenomeno delle risse tra minorenni ubriachi, spinti dalla voglia irrefrenabile di riassaporare la libertà. Chiederemo un incontro al prefetto per cercare di prevenire problemi nelle piazze della movida, con conseguente rischio di chiusura delle stesse e danno economico per i locali. Una soluzione potrebbe essere riportare il divieto di asporto dalle ore 20 alle 19, specie per arginare la vendita di alcolici nei minimarket”.

L’ipotesi invece per la riapertura delle discoteche è quella di partire con i locali all’aperto. Andrea Costa, sottosegretario alla Salute, dichiara: “Sarebbe un’idea, già luglio per me è il mese giusto, anche se bisogna individuare dei parametri oggettivi e tener conto delle specificità. Ad esempio, si può fare la differenza tra sale da ballo e discoteche. Chi balla il liscio con un partner probabilmente potrebbe essere trattato in maniera diversa da chi si ritrova a ballare attaccato in discoteca”.

Oggi ci sarà un vertice, ma non un tavolo tecnico. “Una richiesta di confronto che era mio dovere ascoltare” dice Costa. Ai gestori che minacciano di riaprire dal 21 giugno anche senza autorizzazione, il sottosegretario farà presente: “che le regole devono essere rispettate e che non è con le dimostrazioni di forza che si risolvono i problemi. In secondo luogo. dobbiamo essere capaci di costruire un rapporto di fiducia con i cittadini. Un rapporto su cui si gioca la nostra credibilità. Per farlo servono messaggi positivi e in questo caso serve una data per ripartire, una prospettiva”.

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